8 Maggio 2017

Portiamo l’etica in vacanza

In una sua recente pubblicazione Corrado Del Bò – docente di Filosofia del diritto all’Università Statale di Milano e di Etica e filosofia al corso di laurea in Scienze del turismo presso la Fondazione Campus, a Lucca – sostiene che alla base di un “turismo etico” non ci debba essere solo la volontà individuale di fare qualcosa di buono, di muoversi con le migliori intenzioni, ma ci debba essere qualcosa di più profondo che coinvolge non solo il singolo turista, ma anche le istituzioni e gli operatori in ambito turistico.
Se da una parte il turismo avvicina i popoli, apre la mente e contribuisce a capire le differenze e quindi accoglierle e accettarle, dall’altra il settore turistico è “un’industria pesante”. Un’attività, che non solo impatta sull’ambiente con un aumento di emissioni di CO2, ma anche con i comportamenti dei singoli individui. Dal sottrarre un corallo dalla barriera corallina all’invadere gli spazi di animali selvaggi. Ci sono poi il problema della distribuzione dei proventi derivati dal turismo: quanto rimane alle popolazioni locali e come viene reinvestito? Lo sfruttamento dei locali con conseguenze anche pesanti sulla loro salute, come nel caso degli sherpa. E infine, ma non meno importante, il rispetto per il dolore e le disgrazie altrui, spesso ignorato dalla recente moda dei selfie davanti alla Concordia o alle rovine di Amatrice.


Fonte: Vita.it

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