Profilassi e terapia del Tromboembolismo Venoso (TEV) nei pazienti adulti con neoplasia maligna

Il TEV è una complicanza frequente nei pazienti oncologici e rappresenta un’importante causa di morbilità e mortalità.
Rispetto alla popolazione generale, il rischio di TEV tra i pazienti oncologici è di 4-6 volte superiore. Mentre la sopravvivenza dei pazienti affetti sia da cancro che da TEV è inferiore rispetto a quella di pazienti con sola neoplasia o solo TEV.
Inoltre, tra i pazienti oncologici ospedalizzati, il rischio di TEV è maggiore rispetto a quelli ambulatoriali ed è più alto nei primi mesi dopo la diagnosi. In base agli scores oggi disponibili (in primis lo score di Khorana semplice o modificato), applicabili ai pazienti con tumori solidi candidati alla chemioterapia, è possibile valutare la probabilità di sviluppare il TEV nei 6 mesi successivi alla valutazione iniziale sulla base di due soli parametri: la tipologia del tumore ed il valore basale del D-dimero.
Analogamente ai pazienti con tumori solidi, anche i pazienti con malattie ematologiche maligne, quali leucemie, mielomi e linfomi, sono a rischio di complicazioni tromboemboliche venose. Il trattamento del TEV in questi pazienti è particolarmente problematico soprattutto per l’elevato rischio emorragico causato dalla prolungata e spesso severa piastrinopenia dovuta all’ablazione midollare o alla chemioterapia.
Indipendentemente dalla neoplasia di base, la maggioranza dei pazienti sviluppa un TEV durante la terapia sistemica, sia ormonoterapia che chemioterapica.
I pazienti con neoplasia del tratto gastrointestinale, del polmone, o affetti da gliomi maligni hanno un’elevata incidenza di TEV (10-30%), così come i pazienti con neoplasie onco-ematologiche: il 10% dei pazienti con linfoma di Hodgkin o non-Hodgkin sviluppa un TEV.
Nella definizione di questi argomenti va ricordato che il trattamento antitrombotico ideale dovrebbe consentire ai pazienti neoplastici una buona qualità di vita, spesso compromessa quando la neoplasia è in fase avanzata. La presente iniziativa ha lo scopo di fornire alla comunità scientifica una serie di indicazioni di buona pratica clinica sulla profilassi e terapia del TEV nel paziente con neoplasia maligna sia solida che ematologica.

Programma del corso

Modulo 1
Individuazione dei fattori di rischio TEV nel paziente oncologico
Adriana Visonà – Direttore UOC Angiologia Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana

Modulo 2
Conseguenze cliniche del TEV nel paziente oncologico
Vincenzo Montesarchio – Direttore U.O.C. Oncologia-AORN – Ospedali dei Colli Monaldi

Modulo 3
Profilassi e trattamento del TEV nel paziente oncologico
Davide Imberti – Direttore Unità Operativa Complessa di Medicina Interna, Centro Emostasi e
Trombosi, Ospedale Civile di Piacenza

Modulo 4
Gestione del paziente oncologico nella pratica clinica
Roberto Pola – Responsabile UOS di Medicina Interna e Patologie Tromboemboliche, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma

Moderatrice e responsabile scientifico
Anna Falanga – Direttore del Dipartimento di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e del Centro Emostasi e Trombosi dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Presenta
Augusto Martellini
Direttore Medico, Axenso, Milano

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